ALLATTAMENTO AL SENO: I 2 FALSI MITI DA SFATARE ASSOLUTAMENTE!

ALLATTAMENTO AL SENO: I 2 FALSI MITI ASSOLUTAMENTE DA SFATARE!

ALLATTAMENTO AL SENO, CHE COS'E'?

Allattamento al seno è un bisogno fisiologico del neonato. E’ un istinto naturale. E’ nutrimento. E’ impegno. E’ benessere. E’ semplicemente amore.

Un bambino allattato al seno sarà senz’altro un bambino felice,sano e appagato.

Tengo a sottolineare che anche un bambino non allattato al seno, sarà comunque un bambino felice e sano. Tuttavia, non avrà lo stesso tipo di nutrimento e appagamento che può dare il latte materno e il contatto olfattivo tra madre e figlio.

ALLATTAMENTO AL SENO VS ALLATTAMENTO MISTO

Molte mamme, si trovano costrette oppure credono di non avere abbastanza latte, percui danno la cosidetta ” aggiunta”.

Magari, anzi nell’80% dei casi le sarà stato consigliato dai parenti, da amiche, da altre mamme che hanno fatto così e si sono trovate bene, ma anche dal pediatra.

“Una delle prime visite dal pediatra di mia figlia, se non ricordo male la seconda, il pediatra mi disse che secondo la linea di crescita mia figlia Aurora era appena sotto. Quindi mi consigliò subito l’aggiunta. Io un po titubante, espressi al pediatra che mia figlia ciucciava circa ogni 20 minuti e mentre ciucciava da un seno, nell’altro ero costretta a racogliere il latte in un bicchierino perchè continuava a gocciolare. Inoltre la notte bagnavo tutta la mia parte di letto, ed ero costretta a dormire con degli asciugamani sotto, ma anche con il reggiseno allattamento e le coppette assorbilatte. Ero senz’altro piena di latte!

Lui, pediatra di vecchio stile, mi disse ostile che le “mamme che credono di avere tanto latte,alla fine sono quelle che non ce l’hanno”. Vorrete quindi sapere la mia reazione a questa affermazione….ve la dirò tra qualche riga.

                                                                                           Io & Aurora

Ritorando invece al discorso iniziale, ovvero la convizione percui una mamma crede di non avere abbastanza latte, per me è tutt’altro che in linea con il mio pensiero e la mia esperienza.

Mi sono sempre imposta questa legge: più il bambino allattato al seno stimola la suzione, più ci sarà la produzione di latte.

Un allattamento a richiesta, sarà quindi la giusta soluzione per far in modo di avere un allattamento esclusivo. Certo ci vorrà tanta devozione e pazienza. Dovrai essere “predisposta” per questo, ma soprattutto aiutata dal marito ,dai famigliari ma soprattutto dal lavoro, quando inseguito rientrerai.

ALLATTAMENTO A RICHIESTA

Ricordate quella mattina dal pediatra di Aurora, il quale mi disse quella brutta frase sull’allattamento, sull’ avere o meno il lette e bla bla bla…..ecco, dopo quella visita non feci più ritorno da lui e cambiai pediatra. Semplice. Allattai Aurora con allattamento esclusivo per ben 19 mesi!. Il suo peso è sempre stato in linea con la sua crescita. Senza il bisogno di  ricorrere a quella famosa ” aggiunta”.

Per me allattare tutto questo tempo è stato un onore. Oltre ad essere anche faticoso, ma per lei è stato bellissimo, le piaceva tanto. Ma soprattutto le ha fatto tanto bene! Il primo anno di asilo nido lo abbiamo combattuto nel migliore dei modi. Aveva tanti anticorpi presi dal mio latte;)

Allattamento a richiesta significa, che ogni qualvolta che il bambino esprime l’esigenza di attaccarsi al seno, anche solo per coccola, bisogna assecondarlo. Più il neonato si attaccherà al seno, più il nostro cervello invierà il segnale alla ghiandola mammaria  di produrre latte.

Quindi il primo mito da sfatare è sicuramente quello di credere di avere poco latte, e cedere alle prime difficoltà. OGNI mamma ha la giusta quantità di latte per il proprio bambino, e sarà il bambino stesso ad autoregolarsi con la propria richiesta. Poi, per carità ci sono anche alcune mamme che sostengono che non avevano il latte, nonostante avessero optato per un allattamento a richiesta. Tuttavia queste mamme potrebbero avere avuto particolari problematiche che ne hanno impedito la produzione.

ALLATTAMENTO AL SENO A RISCHIO

“Il mio latte non è buono, vedo che il mio bimbo lo rifiuta”. Anche su questa affermazione non abbiamo la prova scientifica che il latte sia di gusto sgradevole, a sarebbe anche il secondo mito da sfatare. Il latte materno senz’altro potrebbe variare dal sapore dei cibi che mangiamo. Seguendo una sana alimentazione, ma soprattutto mangiando di tutto nelle giuste quantità il nostro latte sarà un elisir di bontà! Inoltre una donna che allatta avrà bisogno anche degli integratori alimentari.

ps: se il neonato sarà irrequieto mentre si attacca, o sembra non gradire il latte, potrebbe esserci qualsiasi altra problematica, che andrà affrontata con il pediatra o meglio con una consulente dell’allattamento che troverete gratuitamente in qualsiasi reparto di ostetricia.

Mentre un allattamento si definisce a rischio se, la donna assume alcol o fumo. Oppure ha un posto di lavoro dove sono presenti degli agenti chimici che potrebbe inalare. In questo caso può o cambiare mansione rispetto al lavoro da eseguire, oppure con una legge specifica che consente alla mamma di allattare il proprio bambino nella sicurezza della propria casa e di percepire ugualmente lo stipendio. Il  decreto legislativo n.151 del 26 marzo 2001 regola la sicurezza e i rischi di una donna durante la gravidanza e l’allattamento.

ALLATTAMENTO AL SENO IMPS

 Una madre dopo i tre mesi di vita del bambino, oppure per altri 6 mesi, se ha usufruito del congedo parentale, dovrà rientrare a lavoro. Un duro colpo per mamma e bambino. un nodo alla gola ti salirà, e mille sensi di colpa approderanno dentro di te, ma questa è la vita di una mamma lavoratrice dipendente.

Soprattutto se questa mamma farà un allattamento a richiesta ed esclusivo.

L’IMPS prevede alla lavoratrice dipendente un paio d’ore di allattamento retribuite. Le ore di allattamento inoltre variano dalle ore lavorative della madre dipendente. Un esempio è se la mamma lavoratrice ha un orario lavorativo superiore alle 6 ore allora avrà diritto alle 2 ore di allattamento, altrimenti se ha un orario inferiore alle 6 ore ne avrà diritto solo ad 1 ora.

Praticamente neanche il tempo di arrivare a casa!  Ma almeno c’è una legge che tutela madre e bambino. Purtroppo le mamme devono fare molti sacrifici, e i nostri bimbi si abitueranno alla famosa “corsa contro il tempo” dei loro genitori! Quanto sarebbe bello invece, per una madre gestire il proprio lavoro da casa, lavorare in Smart working ( se vuoi puoi leggere questo articolo, e che ti sia d’ispirazione! ” Lavorare in smart working nel 2021? Il lavoro che non avresti mai pensato di fare”) e non sentire il ticchettio continuo dell’orologio!

PS: Cara Mamma,ho buoni propositi per quest’anno, ho un progetto per noi mamme…. e  spero che tra mille impegni, cambi pannolini ed allattamento al seno, di portarlo a termine e poterti aiutare ad uscire da questi ritmi! Io sono una mamma per le Mamme!

 Al momento, non ti resta che seguirmi e condividere.

Ti ringrazio, Luana.

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